Trekking Pizzo d’Uccello: un itinerario spettacolare per conquistare una delle vette più iconiche e impegnative delle Alpi Apuane, partendo dal Rifugio Donegani, in Val Serenaia. Il Pizzo d’Uccello (1783 metri) è chiamato il “Cervino delle Apuane” per la sua impressionante parete nord che precipita verticalmente per oltre 700 metri nel versante lunigianese. La via normale per raggiungere questa cima, posta sulla parete sud, è un itinerario per escursionisti esperti che richiede preparazione, passo sicuro e assenza di vertigini.

Trekking al Pizzo d’Uccello per la Via Normale
Il Pizzo d’Uccello è una vetta che affascina ogni escursionista, ma l’ascesa per la via normale richiede massima concentrazione e la consapevolezza di trovarsi in un ambiente severo e tipicamente alpino. Imboccata la via di vetta, ci si addentra infatti in un percorso dove ogni singolo passo va valutato con attenzione, regalandoci però l’emozione autentica delle grandi montagne.
Dati tecnici itinerario
Prima di entrare nel vivo del racconto della mia escursione al Pizzo d’Uccello, ecco alcuni dettagli tecnici:
- Partenza: Rifugio Donegani (1.150 m), Val Serenaia
- Arrivo: Vetta Pizzo d’Uccello (1783 m)
- Lunghezza: 2,6 km
- Dislivello: 660 m circa
- Tempo di percorrenza: 2 ore circa per la salita, 4 ore totali (A/R), senza le soste
- Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti) + passaggi di I grado su roccia
- Segnavia: CAI 137 (ex 37) – 191 (ora 137 b) – segni rossi
Questi dettagli tecnici sono relativi al mio itinerario, ma ovviamente sono disponibili varianti per arrivare a Foce del Giovetto, da dove parte la via di vetta, ve ne accenno più avanti nell’articolo.
Dal Rifugio Donegani alla Foce del Giovetto
Dal parcheggio del Rifugio Donegani (1.150 m), in Val Serenaia, si prosegue sulla via di cava o si imbocca il sentiero che taglia nel bosco proprio di fronte al rifugio e che riporta comunque sulla via di cava. Proprio prima della cava, sulla destra, si stacca il sentiero CAI 137 (ex 37). Il tracciato sale in modo costante costeggiando la cava, superata la quale si incontra un breve tratto un tempo attrezzato con cavo metallico di supporto di cui oggi sono rimasti solo i montanti: il passaggio si supera comunque tranquillamente anche senza l’ausilio del cavo.

A circa 600 metri dall’imbocco del sentiero 137 si incontra un bivio: a destra si imbocca il sentiero 191 (oggi segnato anche come 137A), che sale diretto alla Foce del Giovetto tagliando direttamente nel bosco di faggi. Proseguendo invece sul 137 si arriva a Foce di Giovo, da cui ci si ricollega tramite il sentiero 181 alla Foce del Giovetto, punto in cui ha inizio la via di vetta per il Pizzo d’Uccello. Io ho optato per la prima opzione, la più diretta e veloce, che permette di risparmiare circa cinquecento metri di cammino.
Dalla Foce del Giovetto alla vetta del Pizzo d’Uccello

Arrivati alla Foce del Giovetto (1.497 m), il paesaggio si apre improvvisamente sulla Lunigiana regalandoci una vista eccezionale, che spazia dal Pizzo alla sottostante valle di Vinca, spingendosi fino al Golfo di La Spezia.
Dalla Foce del Giovetto l’itinerario però cambia decisamente volto: da questo momento in poi la difficoltà sale di livello e richiede massima attenzione. Non ci sono corde fisse o cavi metallici ad agevolare la progressione, è quindi fondamentale procedere con passo sicuro, valutando ogni singolo appoggio. La traccia si inerpica tra le rocce presentando passaggi esposti e brevi tratti di arrampicata di primo grado che richiedono l’uso delle mani.
Bisogna prestare la massima attenzione alla traccia: i segni rossi non sono sempre evidenti e possono sfuggire facilmente. Nonostante l’attenzione è capitato anche a me di perdere i segni in un breve tratto della via e trovarmi ad arrampicare su un tratto molto verticale, scoprendo al ritorno che esisteva un passaggio più semplice per aggirarlo. È quindi fondamentale procedere con occhio vigile, cercando appigli saldi per mani e piedi ed evitando di smuovere pietre instabili.
Man mano che si guadagna quota lungo la cresta e le pareti verticali, lo scenario si fa sempre più grandioso e severo, ma la conquista della vetta ripaga da ogni fatica!
La vetta del Pizzo d’Uccello
Superati gli ultimi passaggi su roccia, si arriva finalmente sulla vetta. Qui si trovano una piccola croce e, inciso su un masso, il nome della montagna con la quota ufficiale di 1783 metri, oltre all’immancabile libro di vetta dove lasciare un pensiero. Il panorama è sublime: lo sguardo spazia sulle vicine vette delle Apuane Settentrionali, sembra di poter quasi toccare il Monte Sagro, si perde sulla Garfagnana e sugli Appennini per poi abbracciare l’intera Lunigiana.
Insomma il Pizzo d’Uccello è una vetta severa e faticosa ma che, passo dopo passo, regala emozioni indimenticabili e panorami che si imprimono nel cuore!

Tra sentieri e pensieri. Purtroppo la vista e il rumore dei bacini marmiferi ci accompagnano per tutta questa escursione, ricordandoci ad ogni passo il triste destino che stanno subendo queste montagne. Un promemoria doloroso, che rende la bellezza selvaggia del Pizzo d’Uccello e delle altre vette apuane ancora più preziosa e fragile.
Avvertenze importanti e sicurezza per il trekking al Pizzo d’Uccello dalla via normale
Questo itinerario presenta tratti esposti su roccia, particolarmente insidiosi nel tratto finale, dopo il Giovetto. Le indicazioni fornite in questo articolo sono frutto della mia esperienza personale, ma la montagna cambia in fretta. Prima di avventurarvi, verificate sempre lo stato dei sentieri contattando le sezioni CAI locali.
Se non avete dimestichezza con percorsi tecnici o esposizione al vuoto, il mio consiglio spassionato è quello di rinunciare alla vetta. Optate per un anello che vi permetta di ammirare il Pizzo d’Uccello senza correre rischi. In alternativa vi consiglio di appoggiarvi a una guida locale esperta per affrontare l’ascesa in totale sicurezza.

Come arrivare in Val Serenaia e dove parcheggiare
Il punto di partenza dell’escursione è il Rifugio Donegani, situato in Val Serenaia, nel comune di Minucciano, in provincia di Lucca, ecco come raggiungerlo:
- in auto da Massa-Carrara, dalla Versilia e da La Spezia: l’accesso più comodo è l’autostrada A15 con uscita ad Aulla. Da qui si seguono le indicazioni per Casola in Lunigiana e poi per Minucciano. Superato il paese, si prosegue seguendo le indicazioni per il Lago di Gramolazzo e, subito dopo la galleria, si svolta a destra imboccando la strada che risale la Val Serenaia.
- in auto da Lucca e dalla Garfagnana: arrivando da Lucca si procede in direzione di Piazza al Serchio e Minucciano, per poi deviare a sinistra seguendo i cartelli stradali che conducono verso la splendida conca di Val Serenaia fino al piazzale del rifugio, dove si deve parcheggiare.
Attenzione: il tratto che sale lungo la Val Serenaia richiede molta attenzione. La strada è stretta e tortuosa e è percorsa anche dai camion delle cave di marmo.
Pizzo d’Uccello: varianti e curiosità
Varianti di salita
Per chi cerca alternative escursionistiche per raggiungere la Foce del Giovetto – il crocevia fondamentale da cui parte l’attacco finale alla vetta che ho appena descritto – la rete sentieristica offre altre possibilità. Una delle varianti più note parte dal borgo di Vinca: imboccando il sentiero 175 si sale alla Foce di Giovo, per poi ricollegarsi al Giovetto. Si tratta di un itinerario più lungo e fisicamente esigente: da Vinca alla cima del Pizzo d’Uccello sono infatti 4 km con un dislivello positivo di +976 m (8 km tra andata e ritorno, per un dislivello complessivo di +/- 1014 m). Le altre opzioni di salita presentano difficoltà di livello alpinistico, e non sono quindi adatte ai normali escursionisti senza un’adeguata preparazione tecnica.
La parete nord: il Cervino delle Apuane

Mentre la via normale si sviluppa sul versante sud, la vera fama di questa montagna è legata al suo versante nord. Se vi capita di ammirare il Pizzo d’Uccello dalla Lunigiana, capirete immediatamente perché questa montagna si è guadagnata il soprannome di “Cervino delle Apuane”. La parete nord è una muraglia verticale di roccia di circa 700 metri che rappresenta una delle sfide alpinistiche più severe e iconiche di tutta la catena. Sulla parete nord si trovano alcune vie alpinistiche.
Se amate le cime iconiche delle Alpi Apuane, potreste trovare interessante anche l’articolo dedicato ad un’altra montagna simbolo della nostra catena montuosa: il Monte Forato.
Avete già affrontato il trekking al Pizzo d’Uccello o state pianificando di farlo? Lasciate un commento qui sotto per raccontarmi la vostra esperienza, fare domande sulla via normale o condividere le vostre impressioni su questa splendida e severa montagna delle Apuane!
