Eremo di San Viviano: è un incredibile santuario rupestre incastonato nella parete rocciosa alle pendici del Monte Roccandagia, sopra l’oasi di Campocatino in Garfagnana. Visitai questo luogo magico per la prima volta molti anni fa e tornarci oggi, tra il silenzio della pietra e le leggende del Santo, resta un’emozione profonda. In questa guida aggiornata al 2026, vi racconto la storia, le curiosità e vi fornisco informazioni pratiche su come raggiungere questo suggestivo eremo della Toscana, incastonato nelle Alpi Apuane, e come visitarne l’interno scavato nella roccia.

Eremo di San Viviano, un suggestivo santuario d’abrì in Garfagnana
L’eremo di San Viviano si trova nel comune di Vagli di Sotto, in provincia di Lucca. Situato a 1090 metri s.l.m., questo luogo rappresenta un notevole esempio di architettura spontanea: si tratta infatti di un santuario d’abrì (ricavato a ridosso della roccia) realizzato su una ripida parete del Monte Roccandagia, a breve distanza dal sentiero che collega Campocatino alla Valle di Arnetola.
La struttura è stata realizzata chiudendo l’incavo della grotta originale con pareti in pietra e calce. Il tetto è formato in parte dalla volta naturale della grotta e in parte da grosse travi di castagno inserite nella roccia, ricoperte con pietre scistose calcaree. Per raggiungere l’ingresso si sale una ripida scalinata che, un tempo, i devoti percorrevano faticosamente sulle ginocchia in segno di penitenza.
L’eremo è solitamente chiuso, ma è possibile richiedere la chiave al rifugio di Campocatino. Aprire il portone, entrare nella piccola cappella e raccogliersi qualche istante di fronte all’altare è un’emozione unica. Sopra l’altare si trova la statua di San Viviano con una croce di legno al lato, mentre una piccola porta sulla destra permette di accedere alla cengia esterna, oggi protetta da un muretto in sassi. È proprio qui che il Santo era solito pregare e dove, secondo la tradizione, fu ritrovato il suo corpo. In fondo alla cengia è ancora visibile l’antica porta dell’eremo, istoriata con disegni e nomi lasciati dai pellegrini nel corso dei secoli.






La leggenda di San Viviano
Al Beato Viviano (o Viano) sono stati attribuiti numerosi miracoli e alla sua figura sono legate profonde tradizioni locali. Sebbene sia un personaggio con pochissime testimonianze storiche, la sua vita è giunta fino a noi grazie a racconti e leggende popolari.
La leggenda narra che Viviano sia stato un viandante giunto a Vagli dall’Emilia Romagna assieme alla moglie e che qui si stabilì lavorando come contadino. A causa di una deformazione fisica, Viviano era oggetto di scherno da parte degli altri abitanti del paese e della moglie stessa e così, avendo un rapporto profondo con la Natura e gli animali, che considerava creature sacre, decise di abbandonare il villaggio per rifugiarsi tra i boschi e dedicarsi alla contemplazione del creato.
L’uomo scelse come dimora una grotta situata sulle pendici del Monte Roccandagia, sopra l’alpeggio di Campocatino. Qui visse molti anni cibandosi di erbe e soprattutto di cavoli selvatici che, miracolosamente, presero a nascere nei pressi della grotta dopo una preghiera. L’acqua sgorgava invece, anche nei periodi di siccità, da tre fori nella roccia corrispondenti ai punti in cui l’eremita avrebbe appoggiato le dita dopo aver pregato. Qualcuno dice che i tre zampilli sono visibili ancora oggi, ma io, durante la mia visita, non sono riuscita a trovarli!
Viviano morì nella sua grotta ed il suo corpo fu ritrovato da alcuni pastori. La religiosità locale attribuì all’eremita numerosi miracoli e prese a considerarlo santo eleggendolo come patrono popolare. La grotta dopo la morte del “santo” divenne quindi luogo di culto e preghiera, e nel tempo assunse l’attuale aspetto di cappella.
In particolare San Viviano era considerato il protettore dei pastori, e più tardi, dei cavatori, che attribuirono al santo alcuni eventi miracolosi avvenuti nelle vicine cave. San Viviano è divenuto poi il patrono del parco delle Alpi Apuane. Viene festeggiato il 22 maggio, giorno del ritrovamento del corpo, nonostante non sia mai stato riconosciuto ufficialmente santo dalla Chiesa.
Testimonianze storiche su San Viviano
Alcuni documenti del 1586 confermano che il culto risale all’epoca medievale. Nel 1993, inoltre, fu ritrovata casualmente la cassetta con le ossa del Santo: gli esami scientifici hanno confermato che appartenevano a un uomo di circa trent’anni vissuto proprio nel Medioevo.

Trekking all’Eremo di San Viviano: il sentiero da Campocatino
Se state pianificando i vostri prossimi trekking in Toscana e cercate qualcosa di meno battuto rispetto ai classici circuiti, l’Eremo di San Viviano è una meta che non delude!
L’eremo è raggiungibile dall’Oasi di Campocatino seguendo inizialmente la strada sterrata che sale verso il parcheggio superiore. Dopo un breve tratto, sulla sinistra, troverete l’imbocco del sentiero CAI numero 35. Potete scegliere se seguire il sentiero o proseguire sulla sterrata, poiché i due percorsi si ricongiungono più avanti; personalmente, ho optato per la sterrata all’andata e il sentiero al ritorno per variare l’esperienza.
Seguendo le indicazioni specifiche per l’eremo, si abbandona la sterrata per imboccare un sentiero che scende nel bosco. Nonostante alcuni escursionisti lo definiscano estremamente ripido, se siete abituati a camminare su sentieri delle Apuane, non lo troverete eccessivo. Il percorso è percorribile in sicurezza ed è dotato di un parapetto in legno nei punti più esposti, ma ricordate che la fatica maggiore sarà affrontarlo in salita durante il rientro.
L’escursione richiede circa 40 minuti all’andata e 50 minuti al ritorno. Sebbene sia una meta perfetta per una mezza giornata, i camminatori più esperti possono optare per l’anello Vagli di Sopra-Cava Formignacola-Eremo di San Viviano-Campocatino, prestando però attenzione alla presenza di un breve tratto su sentiero attrezzato.
Scheda tecnica dell’escursione
- Località di partenza: Oasi di Campocatino (Vagli di Sotto)
- Sentiero: CAI 35 e varianti
- Dislivello: +/- 352 m
- Lunghezza complessiva: 2,7 km
- Tempo di percorrenza: 1 ora e 30 minuti circa (andata e ritorno)
- Difficoltà: Escursionistico (E)
Se l’eremo di San Viviano vi ha affascinato, scoprite anche l’altro eremo delle Alpi Apuane: l’ Eremo di Calomini, il santuario scavato nella roccia in Garfagnana. Se volete scoprire tutto quello che c’è da vedere e quali sono i sentieri più suggestivi delle Apuane, date un’occhiata alla mia guida completa alle Alpi Apuane ed al Parco Regionale.
Conoscevate già l’ Eremo di San Viviano? Se vi va raccontatemi la vostra esperienza nei commenti!
Esplorate le Apuane con me!
Vi servono consigli o aiuto per organizzare la vostra escursione in Apuane? Cercate una guida per esplorare il territorio come un vero local? Potete consultare il calendario delle escursioni , per scoprire le prossime uscite in programma oppure contattarmi per escursioni personalizzate su richiesta.
Scrivetemi qui o, per richieste urgenti, contattatemi su WhatsApp .
