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Pirata Musetto: l’emiro che distrusse Luni

Dipinto raffigurante un pirata saraceno
Raffigurazione di pirata saraceno, fonte foto: Wikimedia Commons, artista Pier Francesco Mola

Il pirata Musetto era un pirata saraceno la cui storia si intreccia indissolubilmente con quella del nostro territorio: le sue scorribande e la distruzione dell’antica città di Luni hanno segnato il destino della Lunigiana, legando per sempre questo personaggio alle nostre terre.

Storia del Pirata Musetto

Musetto (o in alcune località Mugetto) era il nome con cui veniva chiamato in Italia il “pirata” Mujāhid ibn ʿAbd Allāh al-ʿĀmirī, un militare arabo che, dopo essersi distinto nella flotta del califfato di Cordoba e aver conquistato Denia, ne fu nominato governatore. Sotto il suo controllo Denia divenne una vivace cittadina culturale in cui si ritrovarono molti importanti filosofi arabi.

Nonostante il suo ruolo di governatore, Musetto continuò a mantenere attiva la sua flotta, che si dice contasse circa 110 navi, 10.000 uomini e 1.000 cavalli, proseguendo le scorribande lungo le coste spagnole e le isole Baleari.

Attorno al 1000, dopo aver conquistato Maiorca ed Alicante, Musetto decise di salpare alla conquista della Sardegna. Sbarcato nella parte nord-occidentale dell’isola, presumibilmente nel Giudicato di Torres, incontrò una lieve resistenza e riuscì a occupare il territorio. Intervenne allora, in aiuto al giudicato di Torres, il giudicato di Arborea, le cui forze inflissero pesanti sconfitte ai saraceni, che furono costretti a ritirarsi.

Guerriero caparbio, Musetto attaccò di nuovo la Sardegna un paio di anni dopo, riuscendo a conquistarla e proclamandosene re, mentre i sardi e il loro re Parasone si rifugiarono sulle montagne per portare avanti la resistenza. Approfittando del fatto che la flotta pisana era impegnata in una missione in Calabria, decise poi di dirigersi su Pisa saccheggiando e dando alle fiamme un quartiere della città. Gli abitanti opposero però una forte resistenza permettendo alla flotta pisana di risalire per difendere il resto del centro, costringendo Musetto alla ritirata.

Dalla distruzione di Luni alla caduta dell’emiro

Attorno al 1015 l’emiro provò a conquistare alcune zone della costa toscana, attaccando l’isola d’Elba e dirigendosi infine verso le nostre coste. Proprio Musetto fu il responsabile della distruzione di Luni: la città venne bruciata e di essa non rimase traccia se non nel nome della diocesi, che in seguito avrebbe dato il nome alla Lunigiana.

Contrariamente alla sua solita tattica, l’emiro decise di stazionare per un po’ in queste terre (in cui di certo non praticò la castità…), ma il fermarsi permise agli avversari di intercettarlo. Dopo un lungo e feroce combattimento Musetto fu sconfitto e si ritirò in Sardegna dove, per rappresaglia, fece uccidere molti sardi.

Genovesi e pisani intervennero nuovamente e, con l’aiuto dei ribelli sardi, lo sconfissero un’altra volta. Abbandonato dalla buona sorte, Musetto fuggì in Africa, a Bona (l’odierna Annaba in Algeria), dove ricostituì una nuova flotta per tentare nuove incursioni, venendo però ancora una volta respinto. Decise allora di dedicarsi all’assalto di navi e a qualche incursione a terra.

Costretto a cedere i suoi possedimenti al vescovo di Barcellona, con il ricavato cercò di allestire una nuova potente flotta, spingendo Pisani e Genovesi ad allearsi per sconfiggerlo definitivamente. Attorno al 1040 le flotte alleate attaccarono Bona distruggendo le sue navi e mettendo una taglia sulla sua testa. Scoperto da un sardo, Musetto fu catturato e decapitato: secondo fonti storiche pisane, la sua testa fu issata sull’albero di maestra della flotta cristiana e poi gettata in mare al largo delle coste africane. Tra il 1050 e il 1052 la Sardegna fu attaccata da un altro Musetto, presumibilmente figlio o nipote dell’emiro.

Curiosità sul pirata Musetto

Musetto fu un uomo spietato ma anche un grande guerriero, sia in terra che in mare, la cui abilità veniva riconosciuta perfino dai nemici. Considerarlo solo un guerriero sarebbe però riduttivo, poiché fu anche un abile politico e un uomo di grande cultura. Su di lui sono nate molte leggende, tra cui quella di un tesoro nascosto in Sardegna, mentre altre gli attribuiscono l’invenzione dei disegni arabescati e degli alamari.

Nota: pur essendo stato definito pirata, essendo Musetto un emiro arabo, il termine più adatto per definirlo sarebbe corsaro, ma nei fatti un corsaro altro non è che un pirata autorizzato.

E se fosse il mio antenato?

Sabrina, autrice e guida GAE, davanti al ritratto del pirata Musetto

Ho sempre pensato di avere un’anima gitana, ma qualche giorno fa, parlando con un esperto di genealogia, è emerso che è molto probabile che il mio cognome abbia origini piratesche. Musetti potrebbe infatti essere il cognome con cui venivano indicati i discendenti del pirata Musetto.

In effetti i pirati hanno sempre esercitato su di me un grande fascino, e se davvero nelle mie vene scorresse del sangue pirata, si spiegherebbero la mia irrequietezza e la mia costante voglia di cambiare orizzonti. Chissà se è davvero così… In ogni caso, mi piace un sacco pensarlo!

Scritto con il cuore da: Sabrina Musetti
Sabrina Musetti

Sono una guida ambientale escursionistica e local/travel blogger specializzata in Lunigiana Storica e Alta Toscana, trekking e turismo esperienziale. Racconto luoghi e storie con cuore genuino e passo lento! Seguitemi sui social! Vi aspetto tra storie di natura, cammini e viaggi.

Testo e immagini © Sabrina Musetti – Riproduzione vietata senza autorizzazione dell’autore.

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