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Borgo abbandonato di Mirteto: sentiero ad anello da Asciano e chiesa di Santa Maria

Borgo abbandonato di Mirteto: sui Monti Pisani, nel bosco sopra Asciano, si nasconde un piccolo borgo monastico attestato fin dal 1150, che il tempo sta lentamente restituendo alla natura. Tra rovi ed edera restano la chiesa di Santa Maria, della metà dell’XI secolo, e gli avanzi delle abitazioni, dei granai e del frantoio. Si raggiunge solo a piedi: in questa guida trovate la sua storia, il sentiero ad anello da Asciano e i consigli per visitarlo.

Interno della chiesa di Santa Maria nel borgo abbandonato di Mirteto, senza tetto
L’abside della chiesa di Santa Maria di Mirteto, oggi a cielo aperto

Borgo abbandonato di Mirteto: dove si trova

Il borgo di Mirteto si trova sui Monti Pisani, nel comune di San Giuliano Terme, in provincia di Pisa. È nascosto nel bosco a circa 280 metri di quota, alle pendici del Monte della Conserva, lungo la valle del rio Foce Pennecchio, sopra il paese di Asciano Pisano. L’area fa parte della Valle delle Fonti, una zona protetta con vegetazione tipicamente mediterranea (lecci, pini e ulivi), che da Asciano sale verso il cuore dei Monti Pisani. La valle è ricca di sorgenti, le cui acque venivano raccolte nei “bottinelli”, piccole costruzioni in pietra dove erano filtrate dalla ghiaia del Serchio, prima di scendere in canalette di terracotta verso l’acquedotto.

Come arrivare al borgo abbandonato di Mirteto: sentiero ad anello da Asciano

Il sentiero da Asciano a Mirteto è un anello di circa 4 km di difficoltà E (escursionistico): il percorso è semplice, ma alcuni tratti sono ripidi e con fondo sconnesso. I dati dettagliati del percorso li trovate nella scheda alla fine di questa sezione.

Da Asciano al Cisternone lungo la Valle delle Fonti

Parcheggiata l’auto in piazza delle Lavandaie, si segue il sentiero CAI 119, che in paese percorre via Paolo Barachini fino al punto in cui la strada inizia a salire e diventa via Martiri della Libertà. Poco dopo l’inizio della salita si incontra una fontana, perfetta per riempire le borracce! Si continua fino ad arrivare a una strada sterrata, chiusa da una sbarra in legno. Da qui il sentiero inizia a risalire la Valle delle Fonti, tra sorgenti e resti dell’antico acquedotto. Il primo importante monumento che si incontra è il Cisternone di Asciano (su alcune app di navigazione lo trovate indicato come “Acquedotto Mediceo”).

Il Cisternone faceva parte dell’Acquedotto Mediceo, voluto dal granduca Ferdinando I de’ Medici e completato nel 1613 per portare a Pisa l’acqua delle sorgenti della valle: qui venivano purificate le acque più torbide prima del loro viaggio verso la città. Oggi intorno al Cisternone c’è un’area con i barbecue, ideale per una sosta: alcune guide segnalano anche tavoli e panchine, che però al momento non ci sono (io almeno non li ho visti!), quindi se pensate a un picnic portate un telo.

Facciata del Cisternone di Asciano con lo stemma mediceo

Dal ponticello al borgo di Mirteto

Fiancheggiando il Cisternone si prosegue per circa 200 metri fino a un bivio, in prossimità di un ponticello di pietra e di un piccolo edificio che conserva all’interno alcune tubazioni. Si tratta di un crocevia di vari sentieri, ma per salire al borgo abbandonato di Mirteto si deve svoltare a sinistra, passando sul ponticello, e seguire il sentiero CAI 121, che sale tra ulivi, pini e mirto. La salita è continua, ma non troppo impegnativa: dopo circa 550 metri, una mezz’ora di cammino, si arriva al borgo.

Arrivati in cima alla salita, si trova un secondo ponticello di pietra, oltre il quale inizia il borgo. Da qui la vista si apre all’improvviso sulla pianura, fino a Pisa e, nelle giornate limpide, al mare. Subito dopo compaiono i primi ruderi: sulla destra si incontra il primo edificio, con un cartello informativo sulla storia del borgo e la segnalazione che l’edificio è pericolante. Proseguendo, sempre sulla destra, si susseguono altri edifici, in gran parte invasi dalla vegetazione, mentre sulla sinistra appare la chiesa di Santa Maria di Mirteto. Tra edera e rovi, come in ogni borgo abbandonato, si vive la sensazione di entrare in un luogo sospeso nel tempo, in cui la natura si sta lentamente riprendendo ogni cosa.

Piccolo edificio dell'acquedotto con le antiche tubazioni al bivio per Mirteto
Il piccolo edificio con le tubazioni: qui, al bivio, si gira a sinistra per Mirteto
Sabrina, autrice del blog, sul ponticello di pietra all'ingresso del borgo abbandonato di Mirteto
Il secondo ponticello di pietra, alle porte del borgo

Il ritorno dalla Scarpa d’Orlando

Dopo la visita al borgo, costeggiando la chiesa si prosegue fino a un vicino bivio, dove si imbocca il sentiero CAI 117 seguendolo fino alla sorgente Scarpa d’Orlando, una delle più antiche polle incanalate della valle. Da qui si riscende lungo il sentiero CAI 119, che, scendendo tra pini e lecci, segue la conduttura dell’acquedotto. Attenzione: il primo tratto è piuttosto ripido e può risultare scivoloso.

Più in basso si arriva a un bivio con indicazioni, dove si può decidere di tornare ad Asciano lungo due sentieri diversi:

  • il sentiero del Boschetto, che è la continuazione del CAI 119 e riporta al Cisternone, da dove si torna alla sbarra e in via Martiri della Libertà per la strada dell’andata. È il percorso segnato e più pulito.
  • il sentiero della Lastricata, che scende direttamente verso Asciano. Non è un sentiero CAI (sulle app di trekking compare come semplice traccia) e in alcuni punti ci sono alberi caduti, ma si percorre bene e sbuca su via Martiri della Libertà, più a valle rispetto alla sbarra di legno.
Sorgente Scarpa d'Orlando lungo il sentiero CAI 117 sui Monti Pisani
La sorgente Scarpa d’Orlando, una delle più antiche polle incanalate della valle

Dati del percorso

  • Partenza e arrivo: piazza delle Lavandaie, Asciano (San Giuliano Terme)
  • Lunghezza: circa 4 km ad anello
  • Dislivello: circa 314 metri in salita e in discesa
  • Tempo di percorrenza: circa 1 ora e 40 minuti a passo medio, soste escluse
  • Difficoltà: E (escursionistico)
  • Sentieri: CAI 119, 121 e 117
  • Fondo: strada asfaltata, sterrata e sentiero
  • Acqua: fontana potabile all’inizio della salita

Nota: tornando dal sentiero della Lastricata, invece che dal sentiero del Boschetto (CAI 119), i dati restano in sostanza gli stessi, la lunghezza varia di una cinquantina di metri.

Storia del borgo monastico di Mirteto

Le prime notizie del borgo monastico di Mirteto risalgono al 1150. La comunità religiosa dipendeva dal monastero di San Michele alla Verruca, sulle alture dei Monti Pisani, e in seguito passò sotto la pieve di Asciano. Intorno alla chiesa nacque un piccolo villaggio autosufficiente, con gli ambienti dei monaci, le abitazioni dei contadini, i granai e il frantoio.

Con il passare dei secoli la vita religiosa si spense lentamente, ma il borgo non si svuotò subito: la chiesa rimase in uso come oratorio privato fino al secolo scorso, e le ultime famiglie lasciarono Mirteto solo intorno alla metà del Novecento. Da allora il bosco si è ripreso strade e case, ma il complesso conserva ancora il suo assetto medievale.

Portale della chiesa del borgo abbandonato di Mirteto visto dall'interno
Il portale della chiesa visto dall’interno

La chiesa di Santa Maria di Mirteto

Il cuore del borgo è la chiesa di Santa Maria di Mirteto, costruita alla metà dell’XI secolo: è quindi più antica delle prime notizie sul monastero. Ha una semplice pianta a navata unica con abside semicircolare e conserva ancora alcune decorazioni scultoree altomedievali, tra cui le cornici delle strette finestre (monofore). Sulla parete laterale è visibile un’antica meridiana. Un tempo la chiesa custodiva un dipinto quattrocentesco della Madonna della Neve, ora conservato nella chiesa di Asciano. Oggi il tetto non c’è più: il cielo ha preso il posto delle travi, come nella più celebre Abbazia di San Galgano.

Parete laterale della chiesa di Santa Maria nel borgo abbandonato di Mirteto
La parete laterale della chiesa, con l’antica meridiana

Consigli per visitare il borgo abbandonato di Mirteto

Il borgo abbandonato di Mirteto si raggiunge con un’escursione facile, adatta a chiunque abbia un minimo di allenamento, ma è pur sempre un luogo isolato nel bosco, tra ruderi e sentieri a tratti ripidi. Ecco qualche consiglio per godervi la visita in tutta tranquillità:

  • Scegliete l’autunno o la primavera: i colori del bosco sono più belli e le temperature ideali. In estate sui Monti Pisani può fare molto caldo; se scegliete questa stagione, il consiglio è di partire presto.
  • Indossate scarponcini da trekking, perché alcuni tratti sono ripidi e scivolosi, in particolare la discesa dalla Scarpa d’Orlando verso il fondovalle.
  • Portate sempre con voi dell’acqua (la borraccia si può riempire alla fontana all’inizio della salita) e qualcosa da mangiare.
  • La chiesa, al momento della mia visita (settembre 2026), non aveva cartelli di divieto e si poteva visitare prestando la massima attenzione, mentre gli altri edifici del borgo erano segnalati come pericolanti e vietati all’accesso: ammirateli dall’esterno e rispettate sempre eventuali nuove segnalazioni sul posto.
  • Mirteto è un luogo fragile: non spostate pietre, non lasciate rifiuti e lasciatelo come l’avete trovato.

Se vi affascinano i borghi abbandonati, ne trovate altri, altrettanto suggestivi, nell’articolo Borghi fantasma delle Apuane.

Come arrivare ad Asciano e dove parcheggiare

Asciano si trova nel comune di San Giuliano Terme, a circa 10 minuti d’auto da Pisa e 25 minuti da Lucca. Si può arrivare anche in autobus con la linea 110 da Pisa, mentre il treno è sconsigliato, perché la stazione di San Giuliano Terme dista quasi 4 km. Il parcheggio più comodo è in piazza delle Lavandaie, poco distante dalla chiesa dei Santi Giovanni Battista e Rocco: da qui parte a piedi l’itinerario.

Se visitate la zona nel periodo natalizio, a pochi chilometri si trova anche il suggestivo Presepe di Calci.

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Scritto con il cuore da: Sabrina Musetti
Sabrina Musetti

Sono una guida ambientale escursionistica e local/travel blogger specializzata in Lunigiana Storica e Alta Toscana, trekking e turismo esperienziale. Racconto luoghi e storie con cuore genuino e passo lento! Seguitemi sui social! Vi aspetto tra storie di natura, cammini e viaggi.

Testo e immagini © Sabrina Musetti – Riproduzione vietata senza autorizzazione dell’autore.

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